Il decalogo del grafico

Pubblicato 02 Gen. 2018 da Sara.
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Non sempre le regole sono fatte per esser infrante!
Ecco, infatti, quell che dovrebbero essere i dieci comandamenti di ogni grafico!


”decalogo

  1. Comic sans aiuto no
  2. Come apertura ci sembrava un classicone, old but gold. Non dimenticate mai di dimenticarvi il Comic Sans! ci sarà un motivo se è il font più preso in giro di tutti no?


  3. Uno, nessuno, centomila font
  4. Una volta eliminato dalla lista di caratteri tra cui scegliere, tra le raccomandazioni principali c’è quella di non scegliere due font simili per il vostro progetto. Sia esso un libro, un catalogo ma anche un semplice volantino. Vi renderete conto da soli che due font molto differenti tra loro (serif con sans serif ad esempio), creeranno un armonioso contrasto. O perlomeno non darà fastidio ai vostri occhi.

  5. Fantasia, sì ma nei limiti.
  6. Non scegliete font “fantasia” per testi medio-lunghi, ma riservateveli, ad esempio, per titoli. Non a caso per i libri (romanzi, narrativa in generale), vengono utilizzati font con grazie (serif) e non caratteri con eccessive decorazioni o similari.)

  7. “Mi sembra un po’ vuoto”
  8. Vi sentirete dire questa frase un milione di volte, ottimisticamente parlando. Ma ricordate che il bianco non è vuoto! Riempie eccome, fatelo capire ai vostri clienti e prendete atto di questa cosa. Vivrete meglio!

  9. Leggibilità
  10. Questa sconosciuta e questa importantissima. Impaginare un progetto al computer è una cosa, quando poi la vedrete stampata… quella sarà la prova del nove. Ovviamente ci sono varie scuole di pensiero, (vedenti contro “Ci tengo alle mie diottrie”) ma di norma per un testo ci si tiene sugli 11 pt (con relative eccezioni, come per esempio i biglietti da visita poiché, essendo un prodotto più piccolo, sembrerebbe tutto eccessivamente grande.)

    ”testo

  11. Epigrafe solo sulla tomba
  12. Salvo rarissime eccezioni, il testo a epigrafe, ovvero allineato sull'asse centrale della giustezza, va evitato. Oltre a essere brutto (che, ricordate, non sarà mai una motivazione abbastanza valida), ricorda gli epitaffi sulle tombe, dà problemi di leggibilità e, non da meno, qualsiasi testo vi sembrerà una poesia.
    Sempre meglio preferire un allineamento a bandiera o a blocchetto.

  13. Vedove e orfane
  14. Perfettamente a tema con il punto 6, le vedove e gli orfani. Una vedova è una di testo finale di un capitolo o di un paragrafo che si trova isolata alla testa della pagina successiva, mentre un’orfana è un’unica riga iniziale di un capitoletto o di un paragrafo che si viene a trovare alla fine di una pagina. Evitiamo di rovinare famiglie, no?

  15. All caps are bastard
  16. Enfatizzare parole, sì ma come? Mettere il testo in maiuscolo non è una buona idea, come il web ci insegna, darete l’impressione di urlare la parola in questione. Utilizzate invece il grassetto!

    ”stretch”

  17. Ogni volta che stretchi un font, un grafico muore
  18. Basterebbe questo titolo per chiuderla qui, eppure a quanto pare non è così. Non manca occasione di vedere lettere stretchate, allungate allargate, tirate come fossero di pongo. Le lettere non sono pongo, fate finta siano di pietra! Devono rimanere così, se il font è stato disegnato in quella maniera, ci sarà un motivo (sperando stiate usando un font ben disegnato e non uno creato dal grafico improvvisato di turno).

    ”kerning

  19. Kerning (o crenatura) - Tracking
  20. Inglesismi o no, con questi termini intendiamo la riduzione dello spazio in eccesso fra coppie specifiche di caratteri, per dare un aspetto più omogeneo al testo. Non toccate questa impostazione se non volete finire in un vortice senza ritorno.



Potremmo concludere dicendoti “Questi sono i nostri consigli, poi starà a te prenderli o meno in considerazione”, se non fosse che questi non sono consigli ma leggi!

In bocca al lupo e buon lavoro.

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