15 modi per essere più sprint

Pubblicato 26 Gen. 2018 da Sara.
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fonte: robadagrafici.net

Acqua, fuoco, terra, metallo e legno sono i cinque elementi cardine del Feng Shui. Infatti, secondo l a filosofia cinese ogni elemento influenza l’altro regolando la natura e il suo Ciclo Creativo: una ciclicità creativa che dipende sostanzialmente dalle relazioni che si interpongono tra i diversi elementi.
Potremmo dire che è tutta questione di chimica, ma se ci riflettiamo bene anche la nostra creatività funziona in modo analogo.
Immagino che, anche a voi, sia spesso capitato di ritrovarsi a secco di idee e questo è probabilmente dovuto al fatto di non essere riusciti a equilibrare in modo corretto l’uscita e l’entrata di creatività dalla vostra mente.
Cerco di spiegarmi meglio. Il ciclo creativo si divide infatti in 3 parti: output, processazione e input.

La fase di output è il momento di massima creatività, molti lo indicano come il periodo di “ispirazione”. È chiaramente il momento in cui la nostra mente è più fervida ed è pronta a rielaborare tutte le informazioni acquisite sotto una nuova forma creativa.

La fase di input è invece il momento in cui acquisiamo informazioni in modo passivo: ad esempio la lettura di un buon testo o la visione di un film ci permettono di acquisire informazioni in modo totalmente inconscio, informazioni che la nostra mente ripescherà nel momento creativo.

La fase di processazione è invece, citando Tolkien, la terra di mezzo. Ovvero quel momento in cui non sei in piena fase creativa ma nemmeno in fase relax: è il momento della sperimentazione. Qui, vengono buttate giù una serie di idee e di schizzi, magari durante l’incontro con il cliente, che potremo poi riutilizzate durante l’output.
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Tutti sappiamo però che il ciclo creativo non segue sempre questo ritmo scientificamente scandito. È infatti possibile ritrovarsi immersi nella fase output per un lasso di tempo esageratamente lungo, magari per non aver saputo gestire il tempo. In questo caso il sovraccarico di lavoro mentale porta inevitabilmente ad un tracollo creativo comunemente chiamato “burnout” o crisi creativa. Per riuscire a ritornare a uno stadio di ispirazione più o meno elevato è necessario che anche la fase di input che seguirà si dilati temporalmente: insomma è necessario ricaricare le batterie!

È però possibile imbatterci anche in un’altra fase chiamata “momentum” generalmente un breve-medio periodo in cui la nostra creatività è ad altissimi livelli, per intenderci: siamo in possesso di una super dose di creatività.
Cosa fare in quella frazione di tempo? Fare tutto! Comprese dunque quelle che sono le fasi principali del ciclo creativo, vi sveliamo ora con audacia le nostre tecniche segrete per evitare il collasso durante la fase output.

Input


1 Dormire. Un buon sonno riparatore sicuramente aiuta ad affrontare al meglio la giornata di lavoro. Inoltre è bene ricordare che durante la fase REM vengono rielaborate tutte le informazioni acquisite nel corso della giornata appena trascorsa: statene certi, al vostro risveglio tutto apparirà più chiaro!

2 Abbandonati al Caos. Durante la fase di relax è bene non sottostare alle regole di routine. Lasciarsi andare all’improvvisazione e alla confusione fa sempre bene, soprattutto alla creatività.

3 “Fantastica, puoi”. Imbambolati state sognando luoghi lontani e distopici, non sentitevi in colpa, nessuno può leggere nei vostri pensieri e non c’è un Grande Fratello a controllarvi. Infatti per quanto possa sembrare improduttivo sognare ad occhi aperti, a volte permette di trovare il fil rouge che lega il vostro progetto.

4. Meet Mad Hughes. Incontra gente, fai amicizia o semplicemente osserva chi ti circonda. È infatti uno degli esercizi creativi più utilizzati dagli scrittori. Apprendere informazioni dal mondo circostante per poi rielaborarle sotto forma di racconto.

5. Change your surrounding. Tutte le volte che è possibile cambia la location che ti circonda, prova magari a pranzare in posti nuovi come un parco o un luogo che non conosci. Ricorda, un’esperienza nuova può incrementare di molto la tua creatività.

Processazione


1. Sii una spugna. I creativi hanno bisogno di assorbire tutto ciò che sta intorno a loro. Non sai mai cosa sarà utile. In questa fase mentale state avviando i motori e, per farlo, vi servono delle scintille che saranno la spinta per la fase successiva.

2. Torna alle origini. Ritorna al cartaceo, usa dei quaderni o qualsiasi cosa ti ritrovi fra le mani per disegnare e scarabocchiare senza stare particolarmente attento alla qualità del prodotto, indipendentemente dalla tue capacità artistiche e dal risultato finale. Scarabocchiare è sempre un modo fantastico per rimanere creativi.

3. Confrontati. Avere una persona del campo con cui confrontarsi e su cui far rimbalzare letteralmente le proprie idee è inestimabile. Principalmente perché parlando vi renderete conto di come il vostro lavoro può essere percepito e, inoltre, un collega può riportarvi sulla retta via in caso seguiate una linea di pensiero poco corretta.

4. Interroga e interrogati.
In questa fase sia in entrata sia in uscita è importante farsi delle domande. Ad esempio, prima di un lavoro le tue domande saranno: “come posso servire al meglio questo cliente?”, “come, quello che farò, può migliorare o cambiare in meglio il lavoro che sto per fare?”. Non dimenticare allo stesso tempo di fare tutte le domande che reputi pertinenti al tuo cliente, tutto ciò ti aiuterà ad avere le idee più chiare sul progetto da svolgere e a prevenire eventuali crisi future.
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5. I 30 cerchi. Altro esercizio utile per allenare la creatività è quello proposto da Bob McKim. Siamo sicuri che chi non lo conosce rimarrà stupefatto, come accadde a noi la prima volta che lo vedemmo al TED Talk di Tim Brown. Si tratta di un semplice esercizio per attivare i collegamenti ipertestuali. Dati infatti 30 cerchi delineati su un foglio e un minuto di tempo è necessario associare ad un ognuno di essi un’immagine e un oggetto che rimandi all’idea stessa del cerchio. In questo modo è probabile che ci troveremo a raffigurare un pallone da basket, un sole, un mappamondo, e via dicendo. Difficilmente si arriverà a completare tutti e 30 i cerchi, questo perché solitamente l’alta dose di autocritica ci porta inevitabilmente a filtrare la nostra creatività.

Output


1. Deadline. Organizzate il vostro tempo dandovi delle scadenze e stabilendo un tempo limite per ogni task. È molto probabile che vi troviate a sforare i tempi stabiliti, ma l’organizzazione temporale vi permetterà comunque di gestire in modo regolare la vostra creatività.

2. Pensa in grande in tutti i sensi. Pensare a un progetto e pensare a come poterlo fare al meglio (più grande, più vistoso, più assurdo o addirittura più pazzo) non è mai sbagliato. Infatti la cosa peggiore che può accadere in questo caso è dover ridimensionare il progetto, a causa magari delle ristrettezze di budget. Comunque vada siate coscienti che non c’è nulla di cui essere pentiti: avete infatti spronato al massimo la vostra creatività e non vi siete lasciati condizionare.

3. Dedicati ad un side project. Spesso e volentieri alcuni lavori capitano nel momento più sbagliato possibile, forse perché non siamo predisposti o perché quel lavoro ci annoia molto. Fare un lavoro di controvoglia non farà altro che farci produrre un lavoro pessimo e con scarsi risultati. Avere un progetto diverso, magari anche uno personale, può risultare un ottimo compromesso e spesso, lavorandoci, si ritorna sul progetto principale con nuove idee, affrontandolo in maniera diversa.

4. Cambia la prospettiva. Uno dei trucchi di quando si disegna è quello di specchiare l’elaborato. In questo modo è possibile scoprire che alcune forme che prima sembravano corrette, in realtà sono del tutto sproporzionate o male allineate. Dunque, quando progettate ricordate di rivedere il vostro lavoro da angolazioni diverse, potreste stupirvi di ciò che noterete!

5. Le regole sono ciò che gli artisti infrangono, ma questo è possibile solo se si padroneggiano davvero. Spesso e volentieri abbiamo visto lavori dove le più semplici regole di composizione o di grafica sono state ignorate. La giustificazione? “Le regole sono fatte per essere infrante”. Questa è infatti una verità solo a metà. Farlo senza cognizione di causa porta ad un sicuro disastro, quindi, se è possibile, ricordatevi di attenervi alle regole base.

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