Typo History - Aldo Manuzio

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Il secondo appuntamento con la rubrica di storia tipografica lo scrivo da una gondola, con un tabarro a coprirmi le spalle, un tricorno sul capo ed una maschera Don Giovanni sul volto! Facile immaginare dove ci troviamo: viaggiando nel tempo siamo giunti nella Serenissima Repubblica di Venezia. Tra le calle e i canali della città lagunare, si è infatti sviluppato, a partire dalla fine del XV secolo, il mondo della tipografia moderna. Protagonista indiscusso di questa avventura è Aldo Manuzio, celebre tipografo che proprio nella città anfibia fondò la sua tipografia.

Aldo Manuzio
Aldo Manuzio (Velletri 1449 - Venezia 1515) è considerato il più importante tipografo del Rinascimento nonché il primo editore in senso moderno. Nato nel Lazio, inizialmente umanista, è proprio verso gli anni ottanta del XV secolo che maturò quello che sarebbe poi divenuto il suo progetto editoriale: preservare la filosofia greca e la letteratura greca e latina da un continuo oblio, recuperando e riproponendo i grandi capolavori classici tramite edizioni stampate. Entrò in contatto con il mondo della stampa quando la tecnica venne introdotta in Italia (con gli allievi di Gutenberg, ricordate?), inizialmente a Subiaco e poi a Roma. Manuzio scelse Venezia come sede per la sua tipografia, trasferendosi attorno al 1490 nella Repubblica veneta, dove strinse fin da subito rapporti e legami amichevoli con letterati ed artisti fuggiti da Bisanzio in seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Oriente. 
In circa tre anni pubblicò varie opere classiche ma solo in un secondo momento, a partire dal 1500, la tipografia di Manuzio inaugurò una collana di libri italiani, di prezzo e dimensioni ridotte, in cui per la prima volta era utilizzato il carattere corsivo, simile alle lettere dei manoscritti greci dai quali erano copiati i libri a stampa.


L'Hypnerotomachia Poliphili e l'editoria veneziana
Il suo vero capolavoro fu l' Hypnerotomachia Poliphili , sogno di qualunque bibliofilo, pubblicato nel 1499 e corredato di 170 splendide xilografie (una copia è conservata alla Biblioteca Marciana). Il tema trattato dal libro si colloca nella tradizione del romanzo cavalleresco, secondo le convenzioni dell'amore cortese, un tema caro anche agli aristocratici del Quattrocento.Il testo del libro è scritto in una lingua volutamente difficile, un misto di italiano e latino, ricco di parole coniate da radici greche e latine, oltre a termini ebraici e arabi presenti nelle illustrazioni.
L'arte del Manuzio ebbe così vasta eco anche grazie all'amore e all'interesse che i veneziani dimostrarono sempre per i libri. Per darne un'idea: nel 1500 in città si contavano a Venezia circa 200 tipografie, più di quante ne avevano Parigi e Lione insieme (Firenze ne aveva 22, Roma 37). Il libro veneziano inoltre era particolarmente apprezzato per la qualità della stampa e la rilegatura raffinata quanto durevole, tanto che quando un libro si presentava di particolare pregio si diceva 'legato alla veneziana'.

L'editoria si sposta al Nord
In tutto Manuzio stampò circa 130 opere, in greco, in latino e in volgare. Fu lui a comprendere il potenziale dell’invenzione di Gutenberg ed incominciò a produrre testi più allettanti per allargare la cerchia dei lettori facendo di Venezia il centro più importante d’Europa nella produzione libraria del '500. La concorrenza di mercato, però, l’abbondanza di stampatori e l’Inquisizione veneziana rallentano lo sviluppo del libro. Durante tutto il ‘500 erano già 250 le città europee dotate di tipografie: i best seller erano la Bibbia e l’Imitazione di Cristo, gli autori più letti Erasmo, Lutero e Ariosto. L'asse dei commerci si sposta verso il Nord, verso le rotte commerciali che portano al Nuovo Mondo e la capitale del libro diventa Amsterdam, con la celebre famiglia di tipografi Elzevir. I tipografi olandesi, inoltre, compresero l’importanza dei libri di viaggio e delle carte geografiche e la tolleranza religiosa favorì lo svilupparsi di quest'arte. Un'altra città europea, però, scalzerà Amsterdam per importanza tipografica.


Ma questa è tutta un'altra storia...

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