Typo History - Claude Garamond

Pubblicato 14 Dic. 2016 da Sara.
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Madame et monsieur, bonjour! Aujourd’hui nous allons parler de.... eh si, non è difficile immaginarlo, parleremo di Francia e di storia tipografica transalpina. Il nostro viaggio storico-tipografico ci porta quindi dall’Olanda alla Francia del XVI secolo. Abbiamo già visto come l’Olanda rivesta un ruolo importante nel mondo tipografico del XVI, ebbene, in questo clima di dominio nordico, la Francia preparerà il terreno per una vera e propria supremazia nel corso dei secoli successivi. Uno dei protagonisti dell’inizio della storia tipografica francese è: Claude Garamond.


L’Europa tipografica del XVI secolo
Nel precedente numero si è parlato dell’importanza della tipografia olandese, che anche una antica tradizione volle farne paese d’origine dell’arte tipografica. L’importanza ci fu eccome, ma Venezia già tempo prima gettò la base di questa professione. In Europa, poi, paesi come la Svizzera e la Germania rivestivano un ruolo importantissimo nel mondo della stampa. Oltre a Venezia e Amsterdam, altre tre città erano un punto di riferimento del primo rinascimento: Basilea (dalla seconda metà degli anni 1460-70), Ginevra (dal 1478) e Zurigo (dal 1521). Nella città universitaria renana per quest’attività artigianale è possibile documentare ben oltre 70 stampatori nel 1500. La stampa tipografica basilese dovette rapida fama grazie alla qualità e alla vasta scelta di opere, dedicate soprattutto alla teologia, al diritto civile e canonico, alla letteratura profana e alla linguistica. Le opere a stampa basilesi erano particolarmente curate sul piano tipografico e illustrate dai migliori artisti del tempo. Ginevra fu un altro importante centro della stampa tipografica, noto inizialmente per la stampa di romanzi e libri edificanti in francese. Nel solco della Riforma, Zurigo divenne un vero centro della stampa tipografica. Nella bottega di Christoph Froschauer furono stampati gli scritti di Martin Lutero e dei riformatori zurighesi.


Antropo-tipografia: chi erano gli stampatori?
Gli stampatori del XV-SVI sec. costituivano un’élite di imprenditori commerciali e tecnici, come lo erano stati in precedenza i fondatori di mulini per la carta e lo sarebbero stati in seguito gli industriali del tessile e i fabbricanti. Si interessavano ai nuovi campi del sapere ed erano aperti a nuove correnti. Come stampatori-editori, di solito stabilivano il programma editoriale in stretta collaborazione con gli autori eruditi, ai quali spesso erano uniti da rapporti di amicizia (come Froben ed Erasmo), ma anche cooperando con Università ed Accademie.
In qualità di librai frequentavano personalmente le fiere del libro a Lipsia, Francoforte, Parigi e Lione. Già nel XVI sec., tuttavia, cominciò a delinearsi una separazione fra i settori della stampa tipografica, dell’editoria e del commercio librario. Solitamente, la forma aziendale era quella di un’officina dotata di attrezzatura e di personale (maestro, garzoni e apprendisti). Numerosi tipografi noti erano stranieri domiciliati: quelli attivi a Basilea erano originari soprattutto dell’Alsazia e della Germania, quelli di Zurigo della Germania e quelli di Ginevra provenivano dalla Germania, dai Paesi Bassi e dalla Francia. Come altri mestieri privilegiati (ad esempio farmacisti, orafi, cartai), il settore della stampa tipografica era riservato principalmente ai cittadini. Gli stampatori stranieri, molto richiesti, ottenevano perciò rapidamente la cittadinanza e di solito gli stampatori contrassegnavano con il proprio marchio le opere che uscivano dalle loro officine.

La stampa scrive francese: Claude Garamond
Il movimento del Rinascimento, formatosi in Francia con ritardo, sviluppò l’arte tipografica per merito di buon numero di valorosi tipografi come Gilles de Gourmont , Henri Estienne, Josse Bade, Geffroy Tory. Quest’ultimo, dopo i suoi viaggi in Italia, adotta in definitiva i caratteri romani, un suo emulo, Simon de Colines, disegnò bei caratteri corsivi imitando quelli di Aldo Manuzio.
Claude Garamond, nato a Parigi nel 1480, è uno dei tipografi francesi più conosciuti. Creò il greco du Roi (greco del re), cioè il carattere greco con cui erano pubblicate le edizioni dei classici dedicati al re di Francia. Garamond però deve la sua celebrità al suo “romano” la cui qualità fu riconosciuta nell’intera Europa e che contribuì a soppiantare rapidamente i caratteri gotici usati all’epoca. Insieme all’”italico” di Aldo Manuzio essi divennero elemento alla moda nelle nuove edizioni di classici latini durante il periodo del tardo Rinascimento. Dopo la sua morte, nel 1561, i suoi esecutori testamentari, Guillaume Le Bé e André Wechel, acquistarono parte del suo materiale.

Il Garamond è a tutt’oggi uno dei caratteri più utilizzati in ambito tipografico.

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