Pantone

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Per i non addetti ai lavori l’invasione di prodotti e gadget brandizzati Pantone con la sua erre cerchiata di marchio registrato ben in evidenza, deve essere stata un accattivante rebus.
Difficile resistere ad una trasparenza così ostentata, quando poi, in definitiva si vendono colori, o ad un così stuzzicante minimalismo, che poi, in definitiva, vuole essere anche un talloncino di un mondo variopinto.
Mescolare design, moda e geek per avere una indefinita ma intensa tinta unita. L’Italia, evidentemente, non è un mercato indifferente per l’azienda statunitense che Laurence Herbert ha fondato nel 1963.

Nel 2013 è stato aperto a Milano il primo concept store italiano, Pantone Universe, e ormai da anni si registrano collaborazioni, anzi “coloraborazioni” con marchi importanti in Italia e nel mondo, da Seletti a Smart, da Sephora a Zucchi, gadget e prodotti brandizzati come se piovesse.

tazze Pantone
A Bruxelles c’è anche un intero Hotel Pantone. Talmente tanto che si rischia di perdere il senso, di dimenticare l’essenza, la malcelata intenzione di stordire, far dmenticare cosa sia Pantone.

Pantone è un sistema standardizzato - proprietario della Pantone Inc. - di corrispondenza dei colori, utilizzando il sistema di numerazione Pantone per identificare i colori.

Standardizzando i colori, i diversi utilizzatori, ovunque essi si trovino, possono così fare riferimento a un colore Pantone numerato di una precisa scala (spesso legata al tipo di carta dove si andrà a stampare), assicurandosi che i colori corrispondano perfettamente.

Originariamente progettato per l'industria grafica, si è poi diffuso e riconosciuto come il sistema PMS (ovvero Sistema di Corrispondenza di Pantone).

I suffissi lettera di U(ncoated), C(oated), M(atte) ci dicono come quel particolare colore apparirà rispettivamente su carta non patinata, patinata, o finitura opaca.

Diciamo che nonostante si usi lo stesso colore il rivestimento e la finitura della carta incideranno sulla resa dell’ inchiostro stampato.

mazzette Pantone


Le tinte più comunemente usate sono quelli della mazzetta Pantone Solid.

La palette solidi Pantone è composta da più di 1.000 colori, identificati da un numero da tre o quattro cifre, seguiti dal suffisso che identifica il tipo di supporto.
Su ogni singolo colore ci sono diverse informazioni.

Oltre al codice di riconoscimento Pantone si trova anche ad esempio la formula particolare che serve alla tipografia per ottenere un colore mescolandone altri della stessa mazzetta e l’indicazione se quel colore è riproducibile (simulabile) in quadricromia.

Per questo scopo esiste la libreria Pantone Color Bridge che simula i colori in quadricomia approssimando la tinta Pantone a un CMYK più o meno simile.

esempio colore mazzetta

Le guide di Pantone si presentano come delle mazzette rilegate con un solo occhiello contenenti un grande numero di fogli di cartoncino, di 15 × 5 cm stampati su un lato con una serie di campioni di colore, famose per la loro affidabilità ma anche per il prezzo (per una mazzetta con le scale coated + uncoated siamo sui 250€).

In commercio è possibile trovare diversi tipi di mazzette Pantone, in base al tipo di utilizzo.

Esiste quella per il settore Tessile composta dalla tavolozza Fashion and Home indirizzata al campo della moda e abbigliamento, e Pantone Architecture and Interiors per i progettisti e produttori di tutto il mondo.



Mentre al fine di valorizzare progetti d’impatto e dal look raffinato è possibile utilizzare la palette Pantone Metallic composta da 301 colori adatti alla stampa su carta patinata.

Questi colori nascono dalla miscelazione dei pantoni metallizzati di base – dall'Oro 871 all'Argento 877 – con gli altri colori pantoni ordinari. Questi vengono utilizzati per riprodurre effetti metallizzati (da non confondere i metallizzati della stampa a caldo, un altro discorso che affronteremo) altrimenti irriproducibili con la classica stampa in quadricromia (cmyk)

esempio iphone 5 pantone metallic gold
Un pregio di questi colori è anche la loro coprenza: Infatti, grazie a questi colori è possibile stampare anche su carte colorate e speciali (come le metallizzate), senza che il pantone subisca alterazioni cromatiche confondendosi con il colore della carta. Per contro, sono colori che si asciugano con più difficoltà rispetto gli altri, quindi, decidendo di utilizzarli, è necessario considerare dei tempi di produzione più lunghi.

Infine teniamo a mente che ciò che si vede sullo schermo è semplicemente una simulazione del colore stampato.

Per assicurarsi una riproduzione più accurata possibile dei colori, è obbligatorio usare la mazzetta Pantone per trovare i giusti colori d’ inchiostro per il vostro progetto.

Insomma, dietro ad un vistoso progetto marketing e product placement, che punta a sfruttare l’immaterialità della produzione di colore, c’è anche tanta “solida” sostanza, fatta di ricerca ed accuratezza.
L’idea di assegnare un nuovo colore ad ogni anno a partire dal 2000, con la recente rivelazione del Radiant Orchid per il 2014, racconta bene questa dicotomia.

Un colore può raccontare anche da solo, può catturare e segnare di sè oggetti, edifici, anche anni interi con il suo linguaggio profondo, un colore può dischiudere un mondo.
Ma non, è implicitamente suggerito, un colore qualsiasi.

Pantone dell' anno

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