Typo History - Johannes Gutenberg

Pubblicato 09 Giugno 2016 da Sara Cafagna.
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Una goccia d'inchiostro. Mi piace immaginare così questa rubrica sulla Storia della tipografia e dei grandi tipografi.
Una goccia che si espande sul foglio, così come si espande il tessuto degli avvenimenti storici. Naturalmente, come un organismo vivente, l'incipit ricade sulla fiamma che ha dato vita alla tipografia moderna: Johannes Gutenberg. Il tipografo tedesco è considerato a tutti gli effetti il padre della stampa per via della sua invenzione dei caratteri mobili. Ma com'è nata e come si è sviluppata la scoperta che ha permesso la nascita dell'industria libraria e la diffusione della cultura e della lettura?



Il colore dorato della Stampa
Non si conosce esattamente la data di nascita di Johann Gutenberg. Di origini nobili, nacque verso la fine del XIV secolo nella città tedesca di Magonza. Curiosamente lavorava come orafo, non come tipografo, ma tra il 1436 e il 1440 utilizzò per la prima volta i caratteri mobili per la stampa, rivoluzionando il mondo della tipografia. Fino all'epoca di Gutenberg, infatti, tutti i libri erano manoscritti, ossia copiati a mano dai monaci amanuensi (amanuense, a mano servus ossia schiavo che copia a mano). Questo processo di copiatura, poiché necessitava di tanto tempo per realizzare copie di un libro, rallentava molto la circolazione dei testi,. La stampa a caratteri mobili di Gutenberg permise di produrre rapidamente molte copie uguali.


Stampa a caratteri mobili: come funziona?
Sin dalle scuole dell'obbligo sappiamo che la stampa a caratteri mobili fu un'invenzione incredibile, ma come funzionava? Il sistema di Gutenberg si basava su cubetti di metallo che recavano in rilievo, sulla faccia superiore, una lettera dell'alfabeto vista allo specchio. Questi cubetti erano poi disposti l'uno accanto all'altro su un'intelaiatura, in modo da comporre le righe del testo; tali righe, sistemate in ordine una sopra l'altra, formavano una pagina in negativo. I negativi erano poi legati strettamente e venivano spalmati d'inchiostro. Bastava poi premere contro di essi un foglio bianco per avere una pagina stampata. Una volta ottenuto il numero di copie desiderato della pagina, i caratteri erano recuperati, divisi lettera per lettera e riposti ognuno in un proprio cassettino. In seguito le pagine potevano essere rilegate a formare il libro così come lo conosciamo.

Gutenberg utilizzava una pressa di legno, probabilmente derivata da quelle usate per la spremitura dell'uva nelle vicine vigne della Renania. Per i caratteri mobili impiegava una lega metallica in grado di fondere a temperature piuttosto basse, ma anche abbastanza resistente alla pressione in modo che i caratteri non si deformassero al momento della stampa.

Il primo best-seller: la Bibbia

Come ogni inventore, però, Gutenberg aveva bisogno di finanziamenti per sviluppare la sua invenzione e si alleò con alcuni uomini d'affari dell'epoca, il banchiere Johann Fust, che contribuì con 1600 fiorini, e l'incisore Peter Schöffer. Inizialmente Gutenberg sperimentò la stampa su fogli singoli e libretti contenenti testi di grammatica latina, ma a partire dal 1450 circa si dedicò a un progetto ambizioso: stampare la Bibbia. Utilizzando un vero e proprio processo industriale (caratteri mobili, inchiostro e torchio per imprimere) tra il 1454 e il 1455 Gutenberg pubblicò una versione della Bibbia che ebbe una grande diffusione. Il disegno dei caratteri fu scelto per ricordare l'aspetto dei manoscritti, ossia 42 linee di testo per ogni pagina, ed il primo libro pubblicato divenne subito un capolavoro di arte tipografica.

La Bibbia venne infatti venduta in fogli ripiegati e successivamente rilegata in base al gusto del proprietario. Non si sa esattamente quante furono le copie stampate, ma probabilmente furono circa 180 quelle su carta, più altre su supporti più lussuosi. Naturalmente il costo di questi libri era molto più basso di quelli copiati a mano, ma in realtà rimaneva comunque alto. Per questo motivo, le Bibbie di Gutenberg furono vendute per lo più a chiese e monasteri. La stamperia di Gutenberg rimase attiva a Magonza fino al 1465 circa. Gutenberg morì in povertà e quasi cieco nel 1468.

La diffusione dei caratteri mobili
L'invenzione di Gutenberg ebbe un eco incredibile in tutta Europa e la sua diffusione fu molto rapida. Nella nostra Italia rinascimentale, culla europea del ritrovato fervore culturale e artistico, furono stampati i primi libri con caratteri mobili fuori dalla Germania. Johannes Numesteir, concittadino e allievo di Gutenberg, aprì una tipografia a Foligno mentre nel 1465, nel monastero di Santa Scolastica a Subiaco fu stampato il De Oratore di Cicerone. Successivi altri volumi furono stampati poi a Roma, mentre a Venezia nel 1469 venne costruita una pressa come quella di Gutenberg. Trent'anni dopo, la Serenissima Repubblica contava già 417 stampatori che avrebbero reso la città veneta la capitale della tipografia europea. E tra le sue calle e i suoi canali avrebbe lavorato un tipografo che avrebbe cambiato ancora la storia della tipografia moderna: Aldo Manuzio.

Ma questa è tutta un'altra storia...

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